Benvenuta

Quando ci sentiamo stanche, confuse, insoddisfatte, quando cerchiamo un punto d’appoggio senza trovarlo, quando non ci esprimiamo come vorremmo,
è giocoforza rivolgerci all’interno di noi stesse e da lì ripartire.

Il Ciclo dei Desideri è un progetto di divulgazione e counseling che si occupa di emozioni (ciò che ci muove) in chiave educativa e di cambiamento (dove ci porta ciò che ci muove) in chiave evolutiva. Si occupa di viaggi interiori e risponde al bisogno di far fiorire il seme che siamo per diventare pienamente umani.
Emozioni e pensieri sono correlati e generano comportamenti. Va da sé che per cambiare un comportamento occorre cambiare il pensiero che lo ha generato, risultato di giudizi, convinzioni, condizionamenti e aspettative e lasciare la presa non è come dire.
Però si può attraverso un lavoro interiore costante e gentile. Ciascuno può fare la sua parte e anzi è necessario per stare meglio, per stare bene, per tracciare un sentiero di pace che altri potranno percorrere insieme e dopo di noi.

A chi si rivolge il Ciclo dei Desideri

A coloro che sentono forte il bisogno di conoscere la propria storia per stare bene nella propria pelle e andare oltre, custodi del proprio mondo interiore e desiderose e desiderosi di contribuire a generare un mondo più umano, evoluto, sostenibile.
Tutto questo per me significa volersi bene ogni giorno imparando ad abbracciarsi tutte e tutti interi, comprese quelle parti così impegnative da finire confinate in un angolino buio dentro di noi. Lo facciamo tutte e tutti per proteggerci. E quando lo facciamo la felicità si allontana e perdiamo la bussola.
E allora per imparare ad abbracciarci tutte e tutti interi abbiamo bisogno di qualcuno accanto che con amorevolezza e fiducia ci aiuti a riscoprire la nostra bellezza, ferita e pur sempre intatta come il sole coperto momentaneamente dalle nuvole.
Io ci sono e tutto ciò che propongo è frutto della mia esperienza.

Perché il Ciclo dei Desideri si chiama così

La ciclicità è la nostra impronta originaria, la nostra matrice. Ed è comune a tutti gli esseri viventi, alla natura, all’universo e con il suo alternarsi di quattro fasi ci indica la via della consapevolezza e del benessere.
I cicli sono il nostro ancoraggio, fondamento sicuro in tempo di grande incertezza. Eppure viviamo secondo un pensiero lineare che nella sua rigidità oppositiva ci pone continuamente contro qualcosa o qualcuno, persino contro noi stesse. E ci allontana dai cicli della natura con ripercussioni in ogni ambito dell’esistenza, desideri compresi. La sofferenza che proviamo è anche una questione di sguardo e di parole. Abbiamo perso lo sguardo di insieme con le sue infinite sfumature che creano armonia..
A proposito di desideri, la nostra forza propulsiva, collegati ai bisogni, la ciclicità può essere una cartina tornasole per comprendere se sono autentici, se appartengono alla nostra unicità oppure sono indotti. E molti lo sono, creati da un pensiero comune che genera dipendenza compulsiva e omologazione e ci allontana dalla vita stessa.
La ciclicità ci riporta alla nostra natura, al nostro autentico desiderare.

Pensiero ciclico e psicosintesi

Il counseling che pratico è a indirizzo psicosintetico.
La psicosintesi, fondata dallo psichiatra italiano Roberto Assagioli, collega di Jung, considera l’essere umano un tutt’uno di corpo, mente, psiche e spiritualità; una personalità in continuo divenire costituita da parti diverse che coabitano senza conoscersi, con pensieri ed emozioni proprie. Pensate ad esempio alla voce interna che ci tiene sotto giudizio e alla parte bambina così bisognosa di attenzione. Per gestirle e coordinarle occorre fare esperienza di che cosa significa stare al centro di noi stessi. Per farlo occorre conoscersi. Mi conosco per imparare a governare il mio mondo interiore e darmi la possibilità di far fiorire il seme che sono attraverso potenzialità innate, spesso sconosciute.
La sintesi è questa e non si raggiunge mai una volta per tutte. È esperienza che incontra l’armonia originaria della ciclicità.

Farsi casa e madre di sé: consapevolezza e conforto

Farsi casa per acquisire passo dopo passo la consapevolezza del miracolo di essere al mondo;
avere un rifugio interiore dove stare quando imperversa la tempesta e abbiamo paura;
fare spazio alle tante parti che ci abitano, una fra tutte la nostra parte bambina.
Farsi casa tuttavia non basta. Non basta alla nostra parte bambina che cerca conforto e rassicurazione.
Per portare avanti un lavoro trasformativo di questa portata abbiamo bisogno di un punto di riferimento. Una luce per fare chiarezza, un abbraccio senza se e senza ma. Abbiamo bisogno di questo tutto insieme. E questo tutto insieme è in ciascuno di noi. Ce lo offre la madre interiore: distillato del materno che ci riporta all’integrità originaria, una risorsa personale che il più delle volte non conosciamo e viene filtrata dalla relazione che abbiamo con il linguaggio e la madre terra.

Perché la parola scritta

Siamo anime narranti, anime di parole e ciascuno ha le sue per raccontarsi.
Attraverso “quelle” parole conosciamo la nostra storia per andare oltre affinché non diventi un binario già tracciato e piuttosto il punto di partenza di un cammino tutto da raccontare.

Che cosa puoi fare con me

Puoi coltivare il tuo mondo interiore attraverso laboratori di scrittura delle emozioni e seminari. La scrittura è lo strumento principale di tutti i percorsi.
A stimolarci non è solo il desiderio di stare bene nella propria pelle. È anche una questione collettiva, il desiderio di contribuire a creare relazioni più evolute, in cui essere sé stesse. Il pensiero duale nel quale siamo immerse, così rigido e conflittuale, non facilita di certo le relazioni di qualunque tipo esse siano.
Cambiare paradigma si può, psicosintesi e ciclicità sono a disposizione per questo a patto che si parta da sé. Dal proprio piccolo grande mondo interiore senza aspettare e aspettarsi che il cambiamento arrivi dall’alto o dall’altro.

Se ti fa piacere segui la mia pagina Facebook e se vuoi contattarmi, la mia mail è annalisa.borghese@gmail.com
Ti abbraccio.

Annalisa


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