conosci te stessa, ruoli sociali

Nel vortice nido e stella

Il vortice è follia. Non quel piacere ridolino che ci prende da bambini girando in tondo fino a perdere l’equilibrio. Qui del piacere neppure l’ombra, è sforzo disumano per starci dentro ché per avere uno stipendio, almeno sufficiente per pagare un affitto spropositato, con il vortice ci devi per forza fare i conti.

Il vortice è follia di parole e comportamenti. Un pieno saturo, un tempo strapazzato e veloce che quasi per anni non te ne accorgi fino a quando ti rendi conto che vivere e sopravvivere non sono la stessa cosa. Vivere richiede tempo e spazio per esserci, per portare e partorire sé stessi che è poi il tempo dell’umanità. Il tempo per mantenersi “svegli” ed evolvere pur inciampando ad ogni passo. Mica cosa da poco.

Sono tante le donne che mi esprimono la fatica di starci, amplificata da un carico perlopiù sulle spalle femminili anche laddove c’è concreta volontà di condivisione. Una questione di cultura e di sistema.

Io stessa provo fatica e difficoltà dentro l’angoscia generata da scelte che sembrano libere, dettate dal mio spirito inquieto ma no, non lo sono. Per quanto inquietudine e desiderio di andare mi appartengano, il desiderio di casa, di nido è altrettanto forte e dentro il vortice viene annullato. La precarietà del lavoro crea situazioni assurde in cui ti ci butti perché ogni occasione persa non torna più e così un part time lo trovi incredibilmente là dove vivevi prima, grata anche all’amica generosa che ti apre la porta di casa. E intanto il barlume di nido, ricreato a malapena a duecento chilometri di distanza, resta presidiato da una gatta anziana e che cosa daresti per sentirla arrivare all’alba a svegliarti con il suo ronron.
Da una parte un lavoro per il quale, per quanto ti riesca facile, non ti puoi improvvisare, dall’altra gli amori più veri, compreso un nipotino arrivato l’anno scorso che è una meraviglia. Un tempo e uno spazio frammentati dove l’affanno di tenere tutto insieme taglia e toglie energia.

In viaggio ho incontrato più di una donna in situazioni analoghe – famiglia e lavoro, nido e professione in città diverse – e pure si sentono in dovere di giustificare quel loro avanti e indietro su un treno stracarico quasi fosse una decisione poco assennata più che una necessità. Se la questione economica è la necessità primaria, imposta dal vortice, c’è pure la necessità di seguire la propria stella, la tendenza naturale al compimento di sé. Le cose dovrebbero stare insieme e l’energia scorrere nel fluire della vita. Nido e stella sono entrambe un valore. Non nel vortice però. E se per forza dobbiamo farci i conti, credo possiamo almeno evitare di caderci dentro consapevoli che il tempo della vita – e con esso il nostro ritmo interiore – è un altro… è nido e stella.

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