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Il desiderio con la d maiuscola

Se il Ciclo dei Desideri è oggi poco visibile on line – post e articoli molto più diradati – è perché sto seguendo un sentiero – quello stesso proposto dal Ciclo dei Desideri – in cui visibilità on line non è affatto sinonimo di presenza. Anzi, talvolta per essere davvero presenti occorre allentare le richieste e le regole dei social. Allentarle allontanandosi dalle bancarelle di un mercato che butta lì alla rinfusa anche il desiderio con la d maiuscola, quello che ci invita a metterci in cammino per imparare ad assaporare pienamente la vita. Il desiderio di luce. Brillare di luce propria è questo: vivere pienamente la propria umanità. Una luce che non offusca niente e nessuno e anzi si diffonde attorno.

Su quelle bancarelle – in senso figurato – il desiderio con la d maiuscola è sommerso da un’abbondanza che va ben oltre il superfluo immaginabile, lontano da prospettive personali di lavoro interiore.
In questa situazione il sistema di pensiero che ci avvolge come una brodaglia vischiosa ci sguazza tanto che anche l’ambito della crescita interiore è stato risucchiato nelle maglie della mentalità dell’apparenza che spesso ha a che vedere con la visibilità (ci sono eccezioni degne di nota, ma sono pur sempre eccezioni). Pacchetti da consumare e collezionare ce ne sono in gran quantità. Non si può neppure più parlare di strumenti perché per padroneggiare uno strumento occorre tempo e dedizione. Invece si acquisiscono in fretta e più ne hai più sei. Sei visibile, non necessariamente qualificato. E anche in questo caso il desiderio con la d maiuscola passa in secondo piano. Anzi si perde proprio.

Al contrario l’energia del desiderio con la D maiuscola va preservata perché il desiderio non indotto è l’unico a indicarci il cammino. Attraverseremo lo stesso notti senza stelle e giorni bui anche a mezzogiorno, ma sarà il nostro cammino, quello che “dobbiamo” percorrere.

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