Oggi è il giorno del solstizio. Il sole è al suo apice, perpendicolare alla terra, e proprio nel momento di massimo splendore della natura, nel momento in cui il caldo scotta sulla pelle, la luce del giorno incomincia di nuovo, lenta e graduale, a diminuire fino al prossimo solstizio invernale dove la situazione si inverte. In entrambe i casi la ruota dell’anno ci ricorda quanto sia importante “fermarsi”e celebrare ciò che siamo oggi. Fare una pausa incominciando a rispettre quelle della giornata come la pausa del pranzo a mezzogiorno quando il sole picchia. Talvolta non la facciamo neppure, sbocconcellando giusto un panino in metrò o sedute alla scrivania davanti al monitor dove resteremo ancora per qualche ora. Non propriamente salutare, ma tant’è.
La stagione del solleone è il compimento dell’energia della primavera, corrisponde all’ovulazione, un mix di prosperità, piacere e altruismo.
Come fuori così dentro… L’estate interiore per noi donne è il tempo dell’ovulazione, dell’energia materna che si dispiega e provvede ai bisogni di tutti; possiamo davvero essere multitasking in questo periodo, magnetiche, aperte alle richieste altrui e molto produttive. Generosità che spesso non rivolgiamo altrettanto a noi stesse. Come se fosse scontato essere così. In fondo è quello che ci viene richiesto sempre e comunque, a maggior ragione se siamo madri, da un sistema che non dà valore al sentire di una donna.
Rispondere adeguatamente, soddisfare, aderire. Il rischio di questa stagione (ogni stagione ha il suo) è proprio di sbilanciarsi troppo verso l’esterno, verso richieste e aspettative mettendo da parte la nostra verità interiore che ben presto ci chiederà attenzione.
L’estate dura tre mesi, l’ovulazione pochi giorni e l’energia cambia. Se fosse così sempre, un solleone continuo, ci sfinirebbe. Questa è la sostenibilità del ciclo, saggezza in pratica che rispecchia quella di madre natura.
Non tutte amiamo la stagione del solleone e credo non solo per una questione climatica. Forse percepiamo la distorsione di un’energia spinta al massimo per troppo tempo. Il patriarcato, infatti, impone un modello di donna che non incontra le donne e anzi ci mette le une contro le altre come fosse il prezzo da pagare per brillare di luce propria. E invece l’energia espansiva di questa stagione può favorire la condivisione e la nascita di nuove alleanze in vista di risultati da consolidare. Una possibilità che io per prima sperimento con fatica. E tu la senti questa energia espansiva? Come la vivi? E lo sguardo materno nei confronti del mondo lo rivolgi anche a te stessa? E, soprattutto, ti concedi delle pause?
