Per tante persone i giorni del Natale sono un periodo difficile e farsi casa non è come dire. Non è come dire entrare nella profondità di sé e lì so-stare portando avanti il personale lavoro interiore di incontro con le proprie parti ferite per riconoscerle, abbracciarle ancora e ancora e così sanarle.
Non è come dire perché la pace passa da questo passo ed è una cosa impegnativa. Dare ascolto alle parti di te dimenticate, raccogliere i pezzi e tenerli insieme. Nessun altro può farlo al posto nostro. Possiamo essere accompagnati in questo processo, certo, e se ne sentiamo il bisogno vale la pena chiedere aiuto. Ma poi il passo è il nostro.
E questo è il mio augurio per te: un passo verso te stessa in questi giorni bui di dicembre, in questa notte in cui tutto appare ancora come sospeso mentre la luce va incontro al buio e scioglie il dolore antico. Un primo passo o un passo ancora per abbracciarti come mai hai fatto prima e rinascere, sì venire al mondo come quel bimbo nella mangiatoia. Ignaro e fiducioso come tutti i bimbi, ciascuno impronta della nuova energia della creazione.
La vera te, impastata di quell’energia, è un dono per il mondo e se lo sai puoi fare meraviglie.
