ciclicità, conosci te stessa, ruoli sociali

Le impronte sono due

Il progetto “Il ciclo dei desideri” è nato da un punto interrogativo che mi sono portata appresso per molto tempo ed è stato l’inizio delle mie ricerche.

Che cosa conosciamo del Femminile che non sia mediato dalla cultura patriarcale?

Ai tempi del liceo, metà anni Settanta, da questa domanda ne sono nate altre: perché le donne fanno fatica a farsi strada? Perché il linguaggio è sessista? Perché la mia parola di donna non ha lo stesso valore di quella di un uomo? E il senso di colpa da Eva in poi?

Non trovavo altre impronte se non quella dell’uomo-padrone. L’impronta della donna si adattava a quella, doveva adeguarsi a quella come fosse orfana di un sapere che non aveva più diritto di parola. Così, in un certo senso siamo tutte orfane di un femminile e maschile integri e impariamo presto a riconoscerci nello sguardo maschilista che ci dice se andiamo bene oppure no.

Questa la sensazione che mi ha accompagnato insieme alla domanda sul Femminile. Fino a quando non ho intuito che nel ciclo mestruale c’è un potere di cui nessuno mi aveva detto nulla. Nasconderlo, disprezzarlo, silenziarlo. Generazioni di donne costrette a viverlo così, con vergogna e imbarazzo, private della propria guida interiore, della propria voce autentica, non hanno potuto raccontare alle loro figlie se non quello che vivevano attraverso lo sguardo di chi le approvava o meno. E noi abbiamo imparato presto a fare altrettanto.

Ma oggi sappiamo che le impronte sono due. Dall’impronta di quel maschile degenerato in maschilismo (il patriarcato è questo) possiamo differenziarci anche se in tante situazioni ci riesce quasi più facile adattarci perché così facciamo dalla notte dei tempi.

Allora, in concreto, che fare? Incominciamo ad ascoltare il nostro ciclo mestruale, che cosa mese dopo mese ha da raccontare ad ognuna di noi di quel sapere ancestrale che è la nostra forza e portiamola nel mondo.
Differenziarci non significa opporci. Non è una guerra.
Se il femminile integro fa scoccare la scintilla, il maschile trova la direzione. Così dentro di noi nel gioco delle due energie di cui ognuno, uomo o donna, è portatore in misura diversa. E quando le due energie si ritroveranno integre dentro di noi, cioè non più una contro l’altra, sarà liberatorio anche per gli uomini, ne sono certa.

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