Abbiamo bisogno della stella. Della luce della stella, della luce che ogni passo verso noi stesse porta con sé insieme ad un pezzetto di pace.
La pace arriva dalla comprensione, arriva dal lasciare andare il senso di colpa e la vergogna. Espiro e lascio andare colpa e paura ereditate come una condanna, inspiro lentamente e inspiro pace per dichiarare pace a quelle resistenze che mi tengono lontano dalla felicità. Inspiro e guardo le stelle nella notte buia che precede la festa di santa Lucia, notte di luna nera, notte di metà dicembre in cui alzare la propria luce interiore per vedere la stella dentro di noi e là prendere dimora ché sentirsi a casa è già un conforto, un inizio di pace. Alzare lo sguardo in questa fredda notte di luna nera per cercare le stelle, un richiamo ad osservare il cielo che respira e ci contiene.
Come punti fermi nel cielo nero, possiamo pensare che ogni stella rappresenti una qualità. Qualità che possiamo immaginare come già nostre. Come sarebbe se… Se in ogni mio passo ci fosse davvero fiducia, pazienza, compassione, comprensione, empatia, amore per me stessa…?
Per creare occorre immaginare, anche quando si tratta di qualità, e le immagini arrivano nel buio della notte. Il concepimento avviene nel buio. Anche i desideri arrivano dal buio. De-sideris mancanza di stelle, di quella stella che non trovo o non vedo dentro di me.
In realtà le stelle non mancano mai. Neppure la stella dentro di noi che ci invita a nutrirci dell’energia rigenerante della grotta interiore. Energia di queste notti vergini di mistero… Possiamo tornare lì e da lì ogni volta ripartire, possiamo farlo seguendo il ritmo lento dell’aria che entra ed esce per nutrirci. Sembra poco, non lo è.
