ciclicità, conosci te stessa, pensiero circolare

Il piacere di esserci un dono e un grazie

Otto donne si ritrovano in una casa antica su in collina, un grande comignolo a forma di cono con un galletto sulla punta, una cucina fresca e un paiolo di rame con la polenta del posto che si fa sul fuoco. Ognuna ha portato qualcosa. Un dono e un grazie.
Laviamo l’insalata, tagliamo pomodori e cetrioli, disponiamo sul lungo rettangolo del tavolo formaggi, olive e taralli, frutta di stagione, caraffe di acqua e un vinello fresco, una meraviglia anche solo guardare la composizione spontanea dei colori della terra.

Otto donne, tutte in cammino con la consapevolezza umile di esserlo e senza il bisogno di dimostrare niente a nessuno. C’è spazio per tutte, parole da ascoltare e restituire e in qualcosa ci si ritrova simili dentro le trame della vita. Un grande telaio a ricordarci che possiamo tessere nuove storie a partire dalla propria storia originaria. Essere originali, in fondo, è questo.
Patrizia, che di telai se ne intende, l’ha preparato in quattro colori, uno per ogni elemento della natura secondo gli insegnamenti dei Nativi Americani: terra, aria, fuoco, acqua; uno per ogni punto cardinale e resterà là fuori, sotto il solleone, al vento, bagnato dalla pioggia. L’abbiamo avviato insieme, ciascuna un giro, i suoi fili intrecciati agli altri, il suo intento da onorare e pronunciare a voce alta mentre uniamo alto e basso, dentro e fuori, fiducia e paura nel cerchio che è la vita; la sensazione che non c’è nulla realmente da cambiare, sto mettendo al mondo me stessa giorno dopo giorno, la distanza tra ciò che sono e il non sentirsi abbastanza non viene interpellata.

Otto donne in una casolare antico su in collina si raccontano e usano il telaio, un gesto antico, il piacere di esserci; la volontà di celebrare il cammino fin qui come ci insegna l’estate che celebra il raccolto e poi incomincia a preparare il terreno per la nuova semina, un intento che parla di noi.

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