ciclicità, conosci te stessa, pensiero circolare

Una befana senza valore

La Befana da poco passata ci ha donato simboli di rigenerazione – la vecchia, il falò, la scopa, il carbone – da tempo immemore sminuiti nel loro significato. E poi che quella vecchia megera bruciasse pure come si usava in qualche sperduto paesino di montagna. Non erano certo cose di città e avevano poca importanza. Nella mia famiglia d’origine la Befana non godeva di grande considerazione e il 6 gennaio era il giorno dell’Epifania in cui si potevamo sistemare Magi e cammello nel presepe poco prima di disfarlo. Fine delle vacanze.

Rigenerazione, tempo di trasformazione, notti sante, non c’era alcun collegamento tra santa Lucia, Natale, Capodanno ed Epifania, semplicemente un concentrato di festività così come decretava il calendario. Fin troppe tutte insieme che certe volte non si vedeva l’ora di tornare alla “normalità”. La malinconia della fine dell’anno non aveva diritto di esistere, c’era stato il Natale in famiglia, i regali, la tavola imbandita e tanto bastava.

Essermi riappropriata di una narrazione ben più ampia che nutre il mio sguardo sul mondo e risuona nel mio mondo interiore mi dà radicamento e centratura.
I simboli tengono insieme e creano collegamenti. Le feste di dicembre, infatti, sono collegate e la Befana è una antica dea dell’inverno, maestra del ciclo vita-morte-vita. Con lei si chiude il periodo delle dodici notti sante tra Natale e l’Epifania. Il suo “ruolo” è di collegamento tra l’anno appena concluso e il nuovo inizio, un nuovo ciclo che si schiude, preludio di nuova abbondanza sia pure in pieno inverno proprio come la luce che incomincia a crescere anche se le giornate sono ancora corte, buie e fredde. Un ponte di collegamento che è tempo di trasformazione – le notti sante, – soglia in cui fine e inizio si confondono come buio e luce dentro l’alba.

Brucia il fantoccio della befana, brucia come una fenice che rinasce fanciulla dalle sue stesse ceneri perché essa stessa è fuoco rigenerante. Dai roghi in poi noi donne abbiamo perso il potere del fuoco che purifica e spazza via e non è un caso che la scopa sia un altro simbolo della befana che vede e sa che cosa spazzare via. Lo fa con discernimento perché è una donna di potere, libera e ricca di doni da elargire – il carbone non è una punizione – una donna che ha accolto gli insegnamenti della vita e ha imparato a stare bene con sé stessa.

Insieme alla befana siamo entrate nel nuovo ciclo. E ora, accompagnate da questa energia, quali convinzioni limitanti lasciamo andare?


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